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Civiltà Chimú
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I mwcwChimú erano i residenti del mwdaRegno di Chimon (noto anche come mwdqChimor) con capitale a mwdgChan Chan nella valle Moche del mwdwPerù. Il Chimor fu conquistato dall'mweaImpero Inca 50 anni prima dell'arrivo dei mweqConquistadores, così i cronisti mwegspagnoli poterono raccogliere molte testimonianze sulla vita quotidiana di quelle genti prima della conquista mwewInca da parte di mwfaTupac Inca Yupanqui.
La capitale Chan Chan era in realtà un insieme di dieci cittadelle dedicate ad altrettanti sovrani della dinastia. Le pareti degli edifici erano decorate con rilievi di mwfgargilla, con motivi floreali, zoomorfi o mitologici. La città non fu mai completata interamente a causa della conquista inca.
Il mwgaChimor aveva avuto origine dai resti delle civiltà mwgqMoche; inizialmente, infatti, la ceramica Chimú richiamava quella Moche.
I Chimú sono conosciuti soprattutto per la loro particolare ceramica monocromatica e la raffinata lavorazione del rame, dell'oro, dell'argento e del mwgwtumbago (lega di rame ed oro). La ceramica spesso ha la forma di qualche creatura, oppure sembianze umane in piedi o sedute su una bottiglia cuboide, senza trascurare le armature, delle collane e delle placche pettorali. Il nero finale scintillante della maggior parte della ceramica Chimú non è realizzato usando mwhaglasse ma cuocendo i manufatti ad altissime temperature in un mwhqforno chiuso che impedisce all'mwhgossigeno di reagire con la ceramica. Molto varie furono le forme del vasellame, anche se diffusa fu la produzione di recipienti globulari con l'imboccatura a sezione quadra e la raffigurazione di umani e animali, di vasi a staffa e di vasi a fischietto costituiti da due corpi comunicanti grazie ad un tubo. Producevano anche singolari maschere funerarie d'oro, che venivano collocate direttamente sul volto del defunto.cite-ref-m-1-0[1]
L'mwjaattività tessile ricevette un grande sostegno, come evidenziarono i vestiti di mwjqcotone ritrovati nelle tombe impreziositi da decorazioni impresse oppure intessute, oltre ai veli, ai broccati e ai tessuti damascati. Di notevole pregio apparvero i mwjgmosaici di piume colorate utilizzati per ornamenti cerimoniali.
I Chimú si contraddistinsero per la costruzione di duplici centri: i primi vennero utilizzati come città strategiche e militari e si caratterizzarono per le fortificazioni, mentre i secondi ricoprivano il ruolo di città cerimoniali costituite da grandi quartieri comprendenti case, piramidi, cimiteri e magazzini, separati l'uno con l'altro da giardini e da mura alte anche dodici metri. Grande importanza assunsero anche le opere di irrigazione atte a rifornire sia le case sia le terrazze agricole, idearono un sistema di acquedotti che connetteva la città con i fiumi nelle vicinanze.
Il linguaggio pre-colombiano utilizzato era il mwkqQuingnam, che si estinse in breve tempo dopo il contatto con gli spagnoli.
Le attività primarie furono quella mwlametallurgica, quella mwlqartigianale e la mwlgpesca che era effettuata con robuste imbarcazioni di giunchi. Dal punto di vista geografico il territorio Chimú, quasi totalmente desertico, si distingueva per la presenza di oasi dove si praticava l'agricoltura intensiva. L'agricoltura intensiva produsse soprattutto mwlwpatate, mwmapapaya e mwmqcotone. Le opere idrauliche e le tecniche agricole utilizzate fanno pensare che questo popolo avesse delle eccedenze di produzione che probabilmente venivano esportate. Il territorio Chimù si estendeva circa 1.300 chilometri.
La mwmwpratica religiosa era basata sull'arcaico culto della mwnaluna, divinità controllante i fenomeni atmosferici. Durante i cerimoniali venivano offerti quantitativi di frutta e prosperò l'usanza dei sacrifici animali e umani.cite-ref-howland-2-0[2] Il mwoqsole fu associato con particolari pietre chiamate mwogalaec-pong, rappresentanti sia i figli della divinità sia gli antichi antenati e lo stesso mwowmare assurse al ruolo di importante divinità protettrice della navigazione.
La costellazione delle mwpqPleiadi veniva utilizzata per organizzare il calendario e lo scorrere del tempo.
Un gruppo di archeologi ha trovato i resti di 140 bambini e circa 200 lama, parte di un sacrificio di massa di una cerimonia religiosa. Il rito, avvenuto circa 550 anni fa, mirava a invocare la fertilità della terra e del mare o la clemenza dopo una grande inondazione da alluvione. Si tratta della più importante scoperta correlata ai riti sacrificali di questa civiltàcite-ref-3[3].
I mwraConquistadores spagnoli saccheggiarono molte tombe di sovrani Chimú, fondendo gli oggetti che avevano rubato. Per questo si sono salvati pochi oggetti, oggi esposti al mwrqMuseo de Oro di mwrgLima (Perù).
Contents
• Note
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Note
cite-note-m-11. ↑ mwtqLe muse, De Agostini, Novara, 1965, Vol. IIi, pag.258
cite-note-howland-22. ↑ John H.Rowe 1948. mwuqThe kingdom of Chimor, Aus Acta Americana 6, (1-2): 27.
cite-note-33. ↑ mwvqmwvgmwvwIn Perù i resti di 140 bambini nel più grande sacrificio di massa, in mwwanationalgeographic.it, 28 aprile 2018. mwwqURL consultato il 28 aprile 2018 mwwg(archiviato dall'mwwwurl originale il 29 aprile 2018).
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Collegamenti esterni
• citerefdizionario-di-storiaChimu, in Dizionario di storia, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2010.
• citerefbritannica-com(EN) Chimú, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.